Sempre concentrati sul lavoro e sulle nostre relazioni interpersonali, ogni tanto ci capita di pensare anche al nostro benessere facendo dell’attività fisica. Se siamo bravi, ci pensiamo qualche volta a settimana.

  • Se siamo ancora più bravi, ci ricordiamo di seguire un’alimentazione sana.
  • Se poi siamo bravissimi, sappiamo che dopo esserci allenati, una seduta di allungamento muscolare – il famigerato stretching – è importante per rilassare la muscolatura e renderla più elastica.

Purtroppo, non sempre va così. Anzi, è proprio raro!

Come se non bastasse, i pochi virtuosi che decidono di praticare dello stretching sono spesso poco preparati ed è facile vederli nei parchi, prima di cominciare una corsa, con la gamba appoggiata ad uno steccato nel tentativo di fare del bene al proprio corpo.

Totalmente ignari del fatto che stanno facendo un lavoro, nel migliore dei casi, totalmente improduttivo.

Sorge spontanea una domanda: perché improduttivo?

La risposta è che cercare di allungare un muscolo totalmente freddo può essere persino rischioso, se esageriamo. Ovvero, aumentiamo la probabilità di incorrere in infortuni quando cominciamo a muoverci seriamente.
Ancor peggio se abbiamo la buona abitudine di andare a correre all’aperto anche in inverno: i muscoli sono molto freddi, e tirarli allo spasimo, pensando di prepararli ad uno sforzo intenso, è come mettere in frigorifero gli spaghetti sperando che diventino morbidi.

La muscolatura ha sempre bisogno di un minimo aumento di temperatura per essere efficacemente allungata.

Fare stretching è possibile sia prima che dopo l’allenamento.

È indubbiamente necessario quando abbiamo finito di allenarci, ma non è impensabile farlo prima di cominciare.
Chiaramente se siamo abituati a praticarlo a fine work out, è assai probabile che i muscoli siano ancora in temperatura.

Cerchiamo quindi di non far passare mezz’ora dopo la fine della nostra sessione di attività fisica prima di metterci a terra col nostro tappetino per la routine di stretching.

Se invece come detto preferiamo farlo anche prima, assicuriamoci di aver aumentato la temperatura corporea (muscolare) con un po’ di riscaldamento. Parlando di numeri, almeno cinque o dieci minuti di movimento.

In realtà, lo stesso riscaldamento può coincidere con una seduta di stretching.

È possibile cioè cominciare ad allungare dolcemente i muscoli interessati con alcuni movimenti che ci porteranno gradualmente al raggiungimento completo del nostro ROM (Range Of Motion, ossia capacità di escursione).

È detto “stretching dinamico”, in contrapposizione al più conosciuto stretching statico. Possiamo inserirlo all’inizio di ogni genere di allenamento: ipertrofia e forza in palestra, corsa, sessione di nuoto in piscina e così via.
Lo stretching dinamico si traduce così in una forma di riscaldamento, perché tutto ciò di cui necessitano i nostri muscoli prima di cominciare a lavorare è una certa temperatura, raggiunta progressivamente.

Diversamente, lo stretching statico è fondamentale al termine del work out.
È la pratica che serve per migliorare l’elasticità muscolare e la sua capacità di recupero; non solo, ne giova anche il tono generale.
Per fare un allungamento intelligente non serve arrivare a sentire fitte lancinanti ai muscoli.

Tanti si lamentano dei dolori dello stretching proprio perché non lo praticano nel modo giusto.
I muscoli vanno tirati per gradi, fino ad avvertire una leggera sensazione di stiramento.
Dobbiamo sempre rispettare i limiti imposti dalle articolazioni.

 

Un altro aspetto spesso trascurato o ignorato dell’allungamento muscolare è la respirazione.

La respirazione è fondamentale.

Diversi studi e ricerche indicano che la muscolatura tende a rilassarsi durante la fase di espirazione e a contrarsi quando inspiriamo.
È un buon metodo quello di contare i nostri respiri per calcolare il tempo adeguato di stretching di un muscolo.
Lenta e profonda, la respirazione aiuta anche a riportare in equilibrio la mente dopo lo stato di eccitazione derivante dall’attività fisica.

Abbiamo fin qui parlato dello stretching prima dell’allenamento e al termine dell’allenamento.

È possibile però praticarlo anche nei giorni di riposo.

Vale sempre la regola del riscaldamento.
Possiamo scaldarci con l’attività fisica, oppure possiamo fare un bagno caldo o una doccia. Anche dopo una sauna o un bagno turco i nostri muscoli saranno caldi a sufficienza per essere allungati.
Ovviamente, scegliere di fare un bagno o una doccia solo per poter fare dello stretching è poco sensato. Se però volete approfittarne, sicuramente è una buona idea.

Parlando di stretching e quindi di muscoli, è importante parlare anche di alimentazione. Come sappiamo, lo stato di salute del nostro corpo dipende da molti fattori: la giusta quantità di moto, un riposo notturno regolare e l’assoluta qualità dei nutrienti che gli forniamo.
Ogni essere umano ha bisogno di un apporto bilanciato di carboidrati, proteine e grassi.
Proprio questi ultimi svolgono alcune funzioni chiave, tra cui la protezione delle articolazioni.
Arricchire la nostra dieta quotidiana con le Olive Nere al forno di Castelvetrano è un suggerimento prezioso, perché gli acidi grassi vegetali contribuiscono a mantenere in salute articolazioni e cartilagini.

Ricapitolando: riposiamo, mangiamo sano e alleniamoci.

E alla fine, facciamo anche un po’ di stretching!