Verso la fine degli anni 80, un gruppetto di pseudo scienziati faceva muovere a tempo di musica la Statua della Libertà grazie ad un fluido psicocinetico e ad una bella canzone.

No, non è accaduto sul serio, era solo una commedia e qualcuno di voi potrebbe averla vista al cinema. Ad ogni modo, l’idea era interessante e neanche troppo amena, visto che la musica ha un grande potere sul nostro umore e, come vedremo in questo articolo, anche sul nostro corpo!

Tutto sommato, credo che questa sia un’ottima notizia, perché oggi parleremo di musica, sport e benessere.

 

Ormai è cosa nota, lo sport è importante per mantenersi in salute, fortifica la nostra muscolatura e perfeziona il tanto agognato equilibrio psicofisico.

In che modo?

Sappiamo che la pratica sportiva provoca un rilascio di ormoni che agiscono positivamente e, tra le altre cose, rendono il nostro fisico più preparato per combattere efficacemente patologie di diversa gravità.

Non solo, un noto studio dell’università di Harvard  – ormai universalmente accettato – condotto su 17.000 allievi seguiti dal 1916 al 1950, ha mostrato come la curva di rischio cardiovascolare diminuisca all’aumentare dell’esercizio fisico praticato fino ad avere il minimo rischio con 6-8 ore settimanali.

 

Allo stesso tempo, sappiamo in modo generico – ma anche per esperienza diretta – che la musica fa bene alla nostra mente.

Attraverso un delicato equilibrio di suoni, intervalli, timbri e altre cose ancora, rivela quello che già risiede in noi in modo più o meno inaspettato.

 

Talvolta, grazie alla musica, scopriamo di poter provare emozioni difficilmente codificabili, alle quali non abbiamo mai dovuto o potuto dare un nome. Questo perché la musica parla al nostro inconscio e non necessita di un riconoscimento a monte.
Una melodia può intercettare alcune sfere inesplorate della nostra mente e portarle alla luce.

Se uniamo il piacere di ascoltare la nostra musica preferita mentre pratichiamo lo sport che ci piace, ecco che otteniamo un binomio di eccezionale efficacia.

Vediamo più nel dettaglio il rapporto esclusivo che hanno musica e sport.

 

Come abbiamo accennato, la musica ha la capacità di catturare l’attenzione, cambiare o regolare l’umore, generare emozioni, evocare ricordi, ridurre le inibizioni e incoraggiare il movimento. È facile intuire come tutto ciò possa rivelarsi particolarmente utile per la pratica sportiva.

La teoria e le ipotesi scientifiche in quest’ambito, sviluppate soprattutto dal team di ricerca londinese del dott. Karageorghis, sembrano fondarsi su quattro fattori principali.

Un primo elemento è costituito dalla risposta al ritmo, ossia dalla naturale propensione del nostro corpo a muoversi e adattare i gesti al ritmo musicale. Un secondo fattore è associato alla musicalità, che si riferisce all’armonia del suono, alla combinazione delle note e alla melodia. L’impatto culturale riveste la terza componente e riguarda la diffusione di un particolare genere musicale nella società o in un sottogruppo etnico. Infine, si trova il fattore delle associazioni extra musicali che vengono evocate dall’ascolto (ricordi, aspettative).

La ricerca ha inoltre individuato cinque capacità che possono essere condizionate dalla musica, responsabili di un probabile incremento della prestazione, sia in allenamento che durante una competizione.

 

  1. Dissociazione: durante l’esercizio, la musica può restringere l’attenzione, distraendo la mente dalle sensazioni di affaticamento. Più semplicemente, l’ascolto musicale abbassa la percezione di sforzo e promuove stati emotivi positivi.
  2. Regolazione dell’attivazione: la musica altera l’attivazione emotiva e fisiologica e può essere utilizzata prima di una competizione o di un allenamento come stimolante – o come sedativo – per calmare o placare sensazioni ansiogene. Mentre i processi fisiologici tendono a reagire alle componenti ritmiche della musica, sono spesso testo e associazioni extra musicali che regolano l’impatto emotivo.
  3. Sincronizzazione: le ricerche hanno dimostrato che la musica sincronizzata con l’esercizio produce un aumento dei livelli di prestazione. I movimenti sincronizzati con la musica rendono la prestazione più efficiente e più duratura.
  4. Acquisizione di abilità motorie: la musica crea l’opportunità di esplorare diversi piani di movimento e incrementare la capacità di coordinazione.
  5. Raggiungimento dello stato di flow: la logica implicazione di tutte le precedenti scoperte è che la musica può aiutare ad entrare nel cosiddetto stato di flow, ossia di totale motivazione intrinseca, ideale per raggiungere la massima prestazione sportiva possibile.

Per fare sport e farlo ancora meglio, sappiamo che la musica può dare un contributo senza paragoni.
Se vogliamo aggiungere un’altra spinta essenziale alla nostra performance non dobbiamo trascurare la funzione basilare tipica di un’alimentazione equilibrata.

Durante la giornata, per mantenere ottimali i livelli di energia, fare qualche spuntino è senza dubbio consigliabile.
Visto che il gusto è una componente non trascurabile della dieta, scegliere l’alimento giusto fa la differenza tra dovere e piacere.
Una manciata di
olive denocciolate leccino fornisce grassi buoni a non finire e stimola il palato con un sapore eccezionale.

Per dare il meglio, un paio di cuffie nelle orecchie, la playlist preferita e scarpe comode…non occorre altro!